Ricamo di Bricco (Italia XIX- XX sec)

Tecnica ideata dalla Contessa Tarsilla Petitti di Roreto che fondò un laboratorio per l'insegnamento di questo tipo di ricamo monocromatico dall'aspetto naïf particolarmente gradevole.

Tarsilla Petitti trasse ispirazione da un camice sacerdotale settecentesco. Tale camice, in batista finissima ricamata con fili di lino e d'argento, presenta stemmi, pavoni, galli, volute e fiori stilizzati. Per facilitare il lavoro delle ragazze della scuola-laboratorio da lei fondata, Tarsilla trasferì i disegni ed i punti del camice su tele tessute in casa di consistenza robusta e sostituì i delicati filati con cotoni bianchi o colorati (soprattutto blu e rossi) ottenendo un risultato più rustico ma altrettanto gradevole. La morte di Tarsilla e l'inizio della seconda guerra mondiale determinarono la chiusura del laboratorio e, di conseguenza, la fine del ricamo di Bricco.

Dieci anni di ricerche portarono, nel 2007, alla pubblicazione del volume " Bricco e Cavandoli: due favole in punta d'ago", con il quale si è voluto ricostruire la storia di queste tecniche (ved. Cavandoli) che hanno rischiato di essere dimenticate per sempre.